FAIDA DI PETILIA - NEW Da spacciatore di cocaina in via Pascarella, alla più spietata delle esecuzioni di mafia: il tentativo di uccidere un pentito. Massimo Sabatino (nella foto), 37 anni, una vita passata a Quarto Oggiaro, era stato arrestato il 18 dicembre nell'operazione Smart del commissariato di via Satta. Per lui una nuova accusa: aver tentato di uccidere l'ex collaboratrice di giustizia Lea Garofalo, su mandato dell'ex marito Carlo Cosco. Sabatino, travestito da tecnico delle lavatrici, avrebbe tentato di rapire e uccidere la donna lo scorso maggio. Le accuse nelle poche pagine d'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal giudice di Campobasso. Il provvedimento gli è stato notificato a San Vittore dov'era detenuto. Di lui, nel quartiere popolare regno dei petilini Carvelli, Sabatino viene descritto come un criminale comune, uno che sapeva sempre fiutare un affare. E proprio per soldi avrebbe scelto di diventare un killer della faida di Petilia Policastro. Di Lea Garofalo non ci sono tracce e gli inquirenti temono sia stata vittima di un nuovo agguato dopo il tentativo di maggio. Ma il mistero sulla pentita scomparsa resta fitto IN BRIANZA - NEW IL CASO - NEW Da Arcore a via Lombroso. L'impresa di facchinaggio delle figlie di Mangano e l'appalto tra gli stand dell'OrtomercatoIn una lettera la conferma dei sospetti avanzati da alcuni consiglieri comunali. Un'impresa delle eredi di Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore, ha un appalto per lavori di facchinaggio per conto di un'impresa ortofrutticola coinvolta alla fine degli anni Novanta in un'inchiesta sulle tangenti nelle mense comunali. Così l'impresa di casa Mangano ha libero accesso nell'area dei mercati generali. Secondo la Sogemi, la società a partecipazione pubblica che gestisce i mercati di via Lombroso, a suo nome sarebbero stati emessi sette pass d'ingresso. Nella lettera firmata dall'assessore comunale Giovanni Terzi si parla anche di una seconda impresa di casa Mangano con sede in viale Romilli (nella foto), che avrebbe in passato partecipato ad una gara d'appalto per servizi di facchinaggio. E intanto spuntano nuovi legami con imprenditori e uomini legati alle cosche calabresi e siciliane. Da Enrico Di Grusa a Pino il cinese passando per gli uomini del clan di Salvatore Morabito PROCESSO CERBERUS - NEW Parla Rosario Barbaro: "Le nostre imprese? Abbiamo lavorato gratis per il Comune di Buccinasco"Il costruttore Adriano Pecchia (non coinvolto in questa inchiesta come anche i suoi familiari), titolare assieme al padre e al fratello della Finman, diede del denaro a Pasquale Papalia solo per amicizia. Questo racconta Maurizio Luraghi nella sua deposizione del 21 gennaio 2010 davanti al giudice della Settima sezione del Tribunale di Milano. Luraghi, accusato di associazione mafiosa per aver mediato gli affari della cosca Barbaro, ha svelato il sistema delle tangenti utilizzato dalla 'ndrangheta.. Quel denaro non fu solo un regalo, perché Pecchia emise regolare fattura alla società di Luraghi, il quale ne falsificò un'altra per giustificare quella cifra INTIMIDAZIONI Minacce di morte al sindacalista che da anni combatte contro la presenza di mafia e illegalità all'interno dell'OrtomercatoLa vittima dell'intimidazione mafiosa è Josef Dioli, sindacalista che da anni combatte lavoro nero e criminalità tra gli stand dell'Ortomercato. Ieri notte ignoti hanno preso di mira il suo ufficio all'interno della struttura disegnando sulla porta una croce e vari insulti di morte. Per Dioli non si tratta del primo avvertimento mafioso. Nel 2007, infatti, qualcuno, ancora impunito, incendiò la sua casa nel CremascoIL CASO Dalla pesca alle focacce. A Buccinasco la storia di uno strano circolo. "Qui i clan pianificano gli affari"Il locale si trova in via Montello 12 a Buccinasco, al confine con Corsico. Dal 1999 al 2007 ha ospitato la sede del circolo Montello (nella foto) per la pesca sportiva. Tra i soci e i consiglieri quasi tutti gli uomini del clan Barbaro-Papalia. Qui, secondo, gli investigatori la 'ndrangheta per anni ha pianificato affari mascherandosi dietro a questo paravento legale. Oggi, al posto del circolo c'è una panetteria intestata alla società Musipane. L'impresa, sempre secondo gli investigatori, sarebbe riconducibile ad Antonio Musitano detto Toto Brustia, uomo di fiducia del boss Antonio Papalia, ritenuto personaggio di spessore della 'ndrangheta. Nel 2007 Brustia è stato scarcerato e vive tranquillamente nel paese di Vermezzo.La decisione risale al 2006, ma la notizia è trapelata solo pochi giorni fa. Su Antonio Papalia, classe '54, pesano tre ergastoli per sequestro di persona, omicidi e traffico di droga. Per tutti gli anni Ottanta è stato il capo della 'ndrangheta nel nord Italia. Oggi continua a comandare dal carcere dando ordini al figlio Domenico.IN PREFETTURA La Commissione parlamentare antimafia a Milano. Incontri con il sindaco Moratti, l'ad di Expo e i magistrati della DdaDue giorni di audizioni per i parlamentari della Commissione antimafia. Le prime audizioni per il sindaco Letizia Moratti e l'amministratore delegato di Expo Lucio Stanca. Venerdì sarà la volta dei magistrati della Dda. Ma la visita, a cinque anni dalla grande esposizione, passa sotto (strano) silenzio LA STORIA Trent'anni dopo. Ginetto Di Paolo, dalla strage di via Moncucco agli incontri con gli uomini di don PepèL'OMICIDIO DI SAN SIRO IL DOCUMENTO Cosa nostra, l'ordinanza di arresto di Ugo MartelloL'ESCALATION Don Ciccio e gli affari di famiglia. Da Reggio Calabria alle porte di Milano. L'ascesa criminale della cosca ValleDa Reggio Calabria a Vigevano e poco più in là verso Cisliano, Bareggio, Milano. Oltre mille chilometri. Eppure, secondo l'ultimo rapporto stilato dai carabinieri di Reggio Calabria all'indomani dell'attentato agli uffici della Procura, l'intera cosca Valle si sarebbe trasferita stabilmente dal quartiere Archi di Reggio, fino alle porte di Milano. Un'escalation di affari, estorsioni, infiltrazioni criminali guidata da Francesco Valle, don Ciccio, 73 anni, capostipite della cosca. Oggi la sua eredità sarebbe stata raccolta dai figli. Così gli affari dei Valle passano in silenzio dalla gestione di un locale in stile hollywoodiano lungo la Vigevanese, alla grande torta dell'Expo, fino per le infiltrazioni nel mondo della politica locale e dell'impresa REGGIO CALABRIA Scoperto un bunker nelle campagne di Palmi. E' ricavato ai piedi di una grossa quercia. "Ha dato rifugio ai latitanti"Il covo si trova nelle campagne di Palmi non distante dal paese di Seminara, zona ad altissima densità mafiosa. Si tratta di un'unica stanza grande di dodici metri quadrati. Dentro i carabinieri del Reparto operativo di Reggio Calabria hanno trovato un materasso e una lampadinaMILANO-GERMANIA Gli affari dei Barbaro. Da Platì alla Germania passando per Milano. Che fine hanno fatto i soldi del sequestro SgarellaL'ipotesi investigativa è contenuta in un recente rapporto della Bke tedesca. Secondo il documento il denaro del sequestro Sgarella sarebbe finito nelle mani dei referenti della cosca Barbaro residenti in Germania. Gli investigatori tedeschi hanno ricostruito l'itinerario del denaro disegnando contemporanemante l'intero quadro degli affari della 'ndrangheta di Platì in Germania. Affari tutti giocati sul traffico di droga e sulla gestione di locali notturni.LATITANTE Matranga arrestato al Corvetto. Evaso dai domiciliari dove stava organizzando l'importazione di due tonnellate di cocaOriginario di Piana degli Albanesi, Matranga, 65 anni il prossimo settembre. l'ottobre scorso aveva lasciato la sua casa di San Giuliano Milanese dove era ai domiciliari. Secondo le dichiarazioni di un pentito, nel 2006, Matranga (nella foto) incontra i palermitani Giuseppe Porto e Luigi Bonanno. Scopo: organizzare l'importazione di 2.000 chili di cocaina dalla Colombia. Storico narcotrafficante di Cosa nostra all'ombra della Madonnina, Matranga, soprannominato il Gianni, frequentava un bar del Corvetto gestito dai siciliani D'Amico. Il locale, originariamente di proprietà del clan Inzerillo, fino al 2008 è stato usato come centrale della droga. Qui la polizia ha filmato gli incontri con Salvatore Cangelosi, cognato di Gaetano Fidanzati. La droga veniva poi venduta a Luigi Bonanno che fino al 2008 ha ricoperto il ruolo di referente della cosca di Salvatore Lo PiccoloOPERAZIONE CIARAMELLA
| I RAGAZZI DEL BAR EBONYIl vecchio don Pepè, Ugo il professore e una scia di omicidi. Sullo sfondo i tavolini lucidi di un bar, una palestra di malavita di questi ragazzi tra sangue, cocaina e pallottole. I ragazzi del bar Ebony sono cresciuti. E la loro storia è quella di trent'anni di mafia a Milano. Protagonisti, comparse e vittime da romanzo. Ragazzi da romanzo criminaleANTONIO PAPALIA Nato a Platì il 26 marzo 1954. Condannato all'ergastolo per associazione mafiosaROCCO PAPALIA DOMENICO PAPALIADOMENICO BARBARO SALVATORE MORABITO LUIGI BONANNO Nato a Palermo il 21 aprile 1943, legato alla famiglia Lo Piccolo. In carcere per traffico di droga GAETANO FIDANZATI UGO MARTELLO PEPE' ONORATO BIAGIO CRISAFULLI PEPE' FLACHI l'opinione |
























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