AVVERTENZA: A CAUSA DI PROBLEMI TECNICI LA SEZIONE DOCUMENTI NON E' AL MOMENTO DISPONIBILELA CATTURA - NEWPlatì, si costituisce nel giorno del compleanno Antonio Perre. Totò 'u cainu era latitante dal 3 novembre: oltre 10 mesi
E' finita dopo dieci mesi la fuga di Toto 'u cainu. Antonio Perre, s'è costituito ieri - nel giorno del suo compleanno - ai carabinieri della stazione di Platì in provincia di Reggio Calabria. Era latitante dal 3 novembre 2009, giorno dell'esecuzione degli arresti dell'inchiesta Parco Sud della Dda di Milano. Perre era riuscito a rendersi irreperibile la notte degli arresti insieme a Domenico Papalia, figlio del boss in carcere Antonio. Da mesi i carabinieri di Reggio Calabria gli davano la caccia. Ieri, dopo una serie di perquisizioni domiciliari ai familiari di Perre, il giovane ha deciso di costituirsi consegnandosi ai carabinieri della stazione di Platì. Era ricercato per associazione mafiosa, detenzione e porti d'armi da guerra e riciclaggio. Lui, residente a Motta Visconti in provincia di Milano, da anni gravitava sulla zona di Corsico e Buccinasco. Le ricerche ora si concentrano sulla cattura di Domenico Papalia, il rampollo di casa Barbaro-Papalia, ricercato per associaizone mafiosa.
OPERAZIONE INFINITO - NEW Maxi-blitz contro la 'ndrangheta. I DOCUMENTIEcco l'ordinanza di custodia cautelare del caso Perego scavi e dell'operazione Infinito dei carabinieri di MonzaL'ordinanza, firmata dal gip Gennari sul caso Perego Scavi e quella del gip Ghinetti sull'inchiesta Infinito sono scaricabili nella sezione documenti. Si tratta del documento che ha portato all'arresto dei responsabili delle famiglie mafiose della Brianza e del Milanese.Le ordinanze sono scaricabili dal link: I DOCUMENTI
Quindici arresti, sgominato il clan Valle di CislianoEcco (in esclusiva) l'ordinanza di custodia cautelareQuindici arresti tra Cisliano, Milano, Vigevano e Bareggio. Un partimonio da 8 milioni di euro sequestrato. Ma soprattutto gli arresti: dietro le sbarre don Ciccio Valle e buona parte della sua famiglia. La cosca, alleata dei De Stefano, si occupava di usura. Ma non solo, perché l'obiettivo era investire i soldi nel futuro affare dell'Expo. Con l'aiuto della politica locale. Perquisito anche un assessore del Comune di Pero, non indagato. Il DOCUMENTO ADDIO A una persona per bene: addio amico caro.....
Un caro saluto a Guido Gallo Stampino che ci ha lasciato la notte scorsa. Addio, amico caro. Vittima della mafia, uomo coraggioso, ucciso da un infarto a 70 anni, dopo un'operazione a quei quattro maledetti bypass incastrati a forza in quel suo cuore buono per colpa di gente senza scrupoli. Gente che ha nomi e cognomi, volti definiti, carte d'identità, figli e stirpe che porteranno per sempre questa colpa. Chissà allora se Francesco Sergi e i suoi cognati, i fratelli Zavattieri, impiegaranno un pensiero per quell'uomo che hanno estorto e violentato nell'anima e nel corpo. Francesco Sergi, killer e mafioso, compare di Antonio Papalia, squalido boss di 'ndrangheta, residenza passata Buccinasco, attuale il carcere a vita. Storia atroce quella di Guido Gallo. Storia che questo cronista ha incrociato una sera di quasi primavera durante una manifestazione per la legalità. A Milano, che strano. Promossa dal sindaco Moratti, ancora più singolare. Ma così fu e Guido con quei suoi occhi buoni ma feroci di passione civile spalancò la sua voragine di vita. Vita fatta di tante, troppe cose. Per esempio un sequestro subito fuori dal suo paese di Cerro Maggiore. "La pagherai", fottuti gli hanno ringhiato. Ma ancora prima ci fu quella testa di maiale lasciata davanti a casa. Tutto perché Guido era uomo coraggioso e marito amorevole. Questo cronista lo ricorda nel suo negozio a raccontare di quei mafiosi che chiedevano tutto, pretendevano tutto e assieme consolare il pianto di sua moglie. Un pianto che arrivava da oltre dieci anni di sofferenza. Di Guido ricordo gli occhi da papà, il corpo sottile, ma la voce, e la lingua di chi ha i coglioni, li ha sempre avuti e continuerà ad averli. Ricordo un giro in macchina per vedere il luogo del sequestro, l'incontro con i carabinieri, le battute di Guido, la sua pipa e quella voce roca un po' affumicata dal tabacco. E voi bestie mafiose, che dirvi, se non vergogna (dm)
CERBERUS - NEW Segnatevi data e ora: le 13 in punto dell'11 giugno 2010. Questo è un giorno storico per Milano: i giudici della settima sezione hanno condannato il clan Barbaro-Papalia e l'imprenditore Maurizio Luraghi per associazione a delinquere di stampo mafioso. Il reato 416 bis che a Milano non veniva contestato dagli anni Novanta e dalla grande stagione dell'antimafia. Nove anni di carcere a Salvatore Barbaro, ritenuto il "promotore" dell'associazione mafiosa, 7 anni a testa per il padre Mico l'australiano e il fratello Rosario. Insieme a loro, in quella che è una sentenza destinata a fare storia, anche l'imprenditore milanesissimo Maurizio Luraghi condannato a 4 anni e 6 mesi. Il primo imprenditore del nord condannato a Milano per aver non solo favorito il clan ma aver partecipato alla pari nell'associazione. Condannato a 6 anni anche Mario Miceli, mentre la moglie di Luraghi, Giuliana Persegoni, è stata l'unica assolta per non aver commesso il fatto. Rispetto alle richieste dell'accusa sono decaduti il reato d'estorsione (il capo b) e il comma 4 dell'articolo 416 bis (l'uso delle armi). Disposto dalla Corte anche il sequestro delle quote societarie delle imprese legate ai Barbaro e a Luraghi. IL CASO - NEW
Una discarica abusiva nel Parco dei fontanili. Un terreno all'estremo confine tra Corsico e Milano coperto di cemento, rottami e macerie edili. L'area è finita sotto sequestro da parte degli agenti del commissariato Lorenteggio che sospettano la lunga mano della malavita organizzata dietro la discarica. Dal canto suo uno dei titolari s'è difeso: "Un casino per un vecchio frigorifero e una batteria". Ieri l'area ancora sequestrata è stata teatro degli accertamenti planimetrici dei tecnici del Comune di Milano e di Corsico. Ma gli agenti con i tecnici dell'Arpa sono pronti a effettuare i carotaggi nei terreni. Il sospetto è che il terrapieno realizzato sia stato creato sotterrando terra contaminata, E tre anni fa gli stessi imprenditori furono condannati per lo stesso reato. Giusto nel terreno accanto
DA LEGGERE - NEW Economia criminale, l'ultimo libro di Roberto Galullo. Una guida perfetta per capire le infiltrazioni mafiose al nordDue uomini, pantaloni grigi, scarpe di cuoio, in mezzo a loro una valigetta simbolo di un’economia che in Italia e al nord soprattutto incontra, a volte subisce, in molti casi condivide, obiettivi e interessi della criminalità organizzata. Di questo parla Economia criminale (in edicola fino al 20 giugno), l’ultimo libro-inchiesta di Roberto Galullo (nella foto a sinistra), uscito il 20 maggio 2010, coraggioso cronista del Sole 24ore. “Chi, come Roberto Saviano – dice Galullo - sa che la nuova omertà è quella della parola negata, della parola mai scritta, della denuncia mai apparsa contro la protervia delle mafie”.Dunque si scriva. E Galullo lo fa in maniera straordinaria, componendo, con la forza della sua penna, un incredibile itinerario tra le pieghe nascoste del centro e nord Italia. Politica ma non solo, appalti pubblici e privati, speculazioni, gestione di servizi, turisimo e con il turismo ristoranti, discoteche, spiagge. E’ un vortice enorme di denaro sporco che inquina, contamina e uccide l’economia legale. C’è il Piemonte che giorno dopo giorno diventa sempre più terra di ‘ndrangheta e camorra. Qui i padrini stringono patti e concludono affari, come quelli dell’Alta velocità o delle Olimpiadi invernali del 2006. Ma Galullo non dimentica la Lombardia, la gallina delle uova d’oro per le cosche, con la mafia (calabrese soprattutto) che veleggia a gonfie vele tra i banchi delle istituzioni, l’ortofrutta e l’edilizia. E’ economia nerissima. Galullo lo sa bene, quando racconta, con precisione quasi maniacale, gli affari mafiosi che entrano nell’aeroporto intercontinentale di Malpensa. Insomma un libro da leggere dalla prima all’ultima pagina. Per capire e imparare a non sentirsi più soli davanti alla mafia. Perché l’omertà qui al nord si vince avendo una coscienza. E la coscienza si forma, cresce e diventa potente solo all’interno della società civile. (dm) IL PERSONAGGIO - NEW Bloccato il ras di via Fleming. In casa dieci chili di droga. Sul muro una sua foto assieme al presidente del MilanCarlo Testa è stato arrestato in via Mac Mahon nella casa della sua donna. Nel 1996 fu coinvolto nell'omicidio di Rocco Lo Faro, figlio del boss della 'ndrangheta Santo Pasquale Morabito. Lo Faro fu ucciso fuori dalla discoteca Scream vicino a via Moscova. In primo grado Testa fu condannato a trent'anni. Con lui anche Igino Panaia, calabrese di scandale legate alle cosche. In appello entrambi furono assolti per non aver commesso il fatto. Nell'appartamento gli agenti hanno trovato due chili di droga. Altri dieci sono stati scoperti in un garage.CASE POPOLARI Nuovi arresti a Quarto Oggiaro: sesso in cambio di caseE a Niguarda le occupazioni abusive continuanoIL CASO
| I RAGAZZI DEL BAR EBONYIl vecchio don Pepè, Ugo il professore e una scia di omicidi. Sullo sfondo i tavolini lucidi di un bar, una palestra di malavita di questi ragazzi tra sangue, cocaina e pallottole. I ragazzi del bar Ebony sono cresciuti. E la loro storia è quella di trent'anni di mafia a Milano. Protagonisti, comparse e vittime da romanzo. Ragazzi da romanzo criminaleANTONIO PAPALIA
Nato a Platì il 26 marzo 1954. Condannato all'ergastolo per associazione mafiosaROCCO PAPALIA
DOMENICO PAPALIADOMENICO BARBARO
SALVATORE MORABITO
LUIGI BONANNO
Nato a Palermo il 21 aprile 1943, legato alla famiglia Lo Piccolo. In carcere per traffico di droga
GAETANO FIDANZATI
UGO MARTELLO
PEPE' ONORATO
BIAGIO CRISAFULLI
PEPE' FLACHI
l'opinione |




























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