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E il superboss Antonio Papalia non è più al 41 bis. Negli anni Ottanta è stato il capo della 'ndrangheta al nord

Attualmente Papalia si trova nella sezione di Elevato indice di sorveglianza. Non è più al 41 bis dal 2006. Il particolare è stato reso noto solo pochi giorni fa. Nel 1997 fu condannato dalla Corte d'assise di Milano a tre ergastoli e 79 anni di galera

Il boss


Antonio Papalia ha due figli maschi. Pasquale, classe '79, è stato coinvolto nell'inchiesta Cerberus e ora sconta sei anni per associazione mafiosa. Domenico, 26 anni, è invece latitante

Secondo l'ultima inchiesta Parco sud è proprio Domencio Papalia ad aver raccolto il testimone dle padre divenendo, pur giovanissimo, referente della 'ndrangheta a Milano


Milano, 23 gennaio 2010 -
Tre ergastoli e 79 anni di galera. Questo decise la Corte d’assise di Milano nei confronti di Antonio Papalia. Era il 1997. Colpevole di omicidi, sequestri di persona, traffico di droga. Ritenuto, unanimemente da tutti, collaboratori di giustizia, il capo della ‘ndrangheta nel nord Italia. Per lui venne disposto il regime del 41 bis come si addice ai peggiori boss della mafia.

Decisione sacrosanta che da tre anni non è più tale. La notizia è rimasta sottotraccia per tutto questo tempo. Eppure è così: Antonio Papalia, uno dei boss più influenti di tutta la ‘ndrangheta, non “gode” più del carcere duro. Dal 2006 infatti si trova nella sezione definita di Elevato indice di vigilanza (Eiv) nel caracre di Padova. Stessa condizione per il fratello Domenico Papalia ristretto a Livorno, con libertà d’azione più ampie rispetto al 41 bis. Anche per lui, la Corte di Milano nel lontano 1997 decise due ergastoli e 70 anni di galera. Un altro ergastolo gli arrivò dal Tribunale di Roma che lo giudicò colpevole dell’omcidio del boss Antonio D’Agostino.

Antonio Papalia, classe ’54, è il padre di Domenico Papalia, 26 anni, attualmente latitante. Sposato con Rosa Sergi, donna di ‘ndrangheta, per anni visse nella villa bunker di via Fratelli Rosselli 6 a Buccinasco (nella foto). A differenza del fratello Rocco, lui è un boss operativo. Ad Antonio Papalia piace sparare e negli anni lo ha fatto molte volte collaborando spesso con l’amico Franco Coco Trovato. Ecco invece cosa si trova di Domenico Papalia spulciando negli archivi del Tribunale di Locri. Si tratta di una vecchia nota di servizo. Parole che sembrano arrivare da un passato antico, da un medioevo della nostra modernità. Scrivono gli inquirenti: “Papalia Domenico, soprannominato u Carciutu, sin da giovane si è inserito nel mondo del delitto tanto da imporre il proprio prestigio anche ai capi delle altre cosche, sia per la violenza e la decisione dimostrata nei delitti da lui commessi, sia per l’amicizia avuta con prestigiosi capi mafia”. (dm)