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Le vicende riportate in questo sito riguardano fatti e persone reali e procedimenti giudiziari, in alcune occasioni, ancora in attesa di giudizio definitivo. Pertanto i protagonisti di queste vicende giudiziarie sono da considerare innocenti fino al giudizio definitivo. La redazione di MilanoMafia.com è a disposizione degli interessati per interventi, repliche e chiarimenti



Parco dei fontanili. Macerie, oli e rifiuti: verifiche su una discarica abusiva. "Sepolti materiali per 500 mila euro"

Il caso al confine tra Milano e Corsico. Nei guai due imprenditori edili, avrebbero costruito una palazzina con abusi edilizi e occupato una parte del Parco con rottami e rifiuti. Tre anni fa già condannati per lo stesso reato

La discarica


Lo scorso marzo la polizia del commissariato Lorenteggio ha sequestrato un'area verde al confine con il comune di Corsico nel Parco dei fontanili

Nell'area sono stati trovate macerie di cantiere, oli e rifiuti speciali. Accanto alla discarica, ancora sotto sequestro, una palazzina costruita da due imprenditori edili milanesi. Gli stessi finiti nei guai per la discarica

Secondo i tecnici del Comune di Milano oltre ai reati ambientali ci sarebbero anche diversi abusi edilizi. Il sospetto della polizia è che l'area possa essere stata usata da altre imprese in odore di malavita per scaricare rifiuti


Milano, 11 giugno 2010 - Quando si parla di rifiuti speciali e di discariche abusive spesso si pensa alla lunga mano della criminalità organizzata. Se succede in uno dei territori più caldi di tutto l'hinterland milanese poi, il legame non può essere escluso. Siamo a Milano, nel pieno del Parco dei Fontanili. Il confine con Corsico è vicinissimo, tanto che parte della discarica finita sotto sequestro è proprio nel territorio di Corsico. L'accesso è diretto da via Cristoforo Colombo, zona artigianale qualche piccola palazzina e questo grosso complesso giallo acceso. Sulla facciata terrazze e una vistosissima scala a chiocciola in cemento armato e metallo. Accanto a questo palazzone appena terminato e abitato quasi interamente da stranieri (tutti dipendenti dell'impresa edile finita nei guai), c'era una lunga striscia di terra. Oggi al suo posto c'è una grande colata di cemento, un cancello verde e dentro rifiuti di cantiere, materiale edile, pneumatici, un frigorifero, fusti con olio. Oltre il cemento una lingua di rottami che arriva fino nel campo di grano di fronte, una discarica cresciuta a dismisura negli ultimi mesi. Tutto terreno di proprietà del Comune di Milano e nel tempo "rubato" dai due fratelli costruttori. Ora sono al lavoro i tecnici dell'Arpa per scoprire cosa ci sia seppellito sotto a quel terreno, ormai portato a livello della strada nonostante un evidente dislivello originario. Per gli uomini del commissariato Lorenteggio guidati dal vice dirigente Michele Tarlao - tra i fondatori dell'ufficio Dia di Milano -, sotto alle macerie potrebbe esserci di tutto. Il sospetto, infatti, è che i due imprenditori (uno si muove in Ferrari) abbiano messo a disposizione di altre imprese il terreno da marzo è sotto sequestro. Tanto che la polizia ha quantificato in circa 500 mila euro il costo del mancato smaltimento dei rifiuti presenti. 

Oggi i poliziotti sono tornati nel deposito e hanno effettuato i rilievi planimetrici insieme ai tecnici del Comune di Milano e a quelli dell'amministrazione di Corsico. Si tratta di capire quando è avvenuta "l'invasione" e cosa sia accaduto negli ultimi mesi. Dal canto suo uno dei titolari dell'azienda (la Edil 2000 di via Primaticcio) Paolo Bungaro, presente stamani insieme al suo legale, si è giustificato parlando di "una situazione incredibile montata oltre ogni limite: hanno trovato una batteria e un frigorifero e si sono inventati la storia della discarica abusiva". Per la polizia, tuttavia, oltre al reato ambientale ci sarebbe anche un grosso abuso edilizio legato alla costruzione della palazzina. La vicenda tuttavia è ancora nelle battute iniziali e il quadro è - a conti fatti - non ancora definito. I Bungaro, tuttavia, hanno già avuto guai per questioni ambientali. Nella stessa zona e in un terreno attiguo, finito nel 2007 sotto sequestro da parte della Polizia provinciale. L'area poi era stata bonificata e recintata, anche se oggi qualcuno è tornato a depositare qualche mucchio di macerie. (cg)