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Le vicende riportate in questo sito riguardano fatti e persone reali e procedimenti giudiziari, in alcune occasioni, ancora in attesa di giudizio definitivo. Pertanto i protagonisti di queste vicende giudiziarie sono da considerare innocenti fino al giudizio definitivo. La redazione di MilanoMafia.com è a disposizione degli interessati per interventi, repliche e chiarimenti



Processo Cerberus. In aula le accuse di Barbara Luraghi: "Noi alla sbarra, ma siamo vittime dei Barbaro"

La figlia dell'imprenditore Maurizio Luraghi, considerato il braccio destro di Salvatore Barbaro ora accusato di associazione mafiosa, parla delle minacce subite: "Due giorni fa hanno dato fuoco a un nostro escavatore"

Chi é?


Barbara Luraghi, è nata a Bollate il 12 febbraio 1977 è la figlia di Maurizio Luraghi, imputato nel processo Cerberus per associazione mafiosa. Al momento dell'inchiesta Barbara Luraghi possiede il 50 per cento della Lavori stradali srl 

Attualmente Barbara Luraghi è titolare della Ls strade di via san Pio da Pietralcina a Pogliano Milanese. L'azienda è stata  costituita il 4 luglio 2007. A carico dell'impresa risultano  alcuni problemi di carattere debitorio

Maurizio Luraghi è nato a Rho il 26 settembre 1954. Sposato con Giuliana Persegoni, nata a Milano il 10 agosto del 1958, anche lei accusata di associazione mafiosa. 

La Persegoni è legale rappresentante della Lavori stradali srl e dell'immobiliare Fede srl.  Maurizio Luraghi e la moglie sono stati arrestati il 10 luglio 2008 dal Gico della guardia di Finanza. Attualmente sono imputati a piede libero nel processo Cerberus
17 novembre 2009 - "La notte scorsa in un mio cantiere è andato a fuoco un escavatore. Sto ricevendo segnali di intimidazione prima di ogni udienza". Sono le parole di Barbara Luraghi, la figlia di Maurizio Luraghi (nella foto in alto), l'imprenditore 55enne accusato di essere in società con Domenico, Rosario e Salvatore Barbaro e per questo imputato oggi nel processo Cerberus con l'accusa di associazione mafiosa. Insieme a lui anche la moglie Giuliana Persegoni, rappresentante legale della Lavori stradali srl, l'impresa di costruzioni e movimento terra finita nel mirino della magistratura. In aula, la figlia Barbara che insieme al fratello Fabio deteneva il 50 per cento della Lavori stradali, parla invece della sua attività attuale, ossia la proprietà della ditta di costruzioni Ls strade srl. Ditta con sede a Pogliano milanese, dove, racconta in aula la teste (Barbara Luraghi non è indagata) chiamata dal pm Alessandra Dolci, due giorni fa è stato dato alle fiamme un escavatore cingolato. "La notte tra domenica e lunedì scorso in un mio cantiere a Pogliano Milanese è andato a fuoco un escavatore cingolato. I vigili del fuoco hanno trovato una bombola di gas sotto il mezzo". 

Un episodio non isolato, visto che la stessa Barbara Luraghi racconta come, dopo la scarcerazione del padre (arrestato il 10 luglio 2008, insieme alla moglie) sono iniziate le telefonate intimidatorie alla sua abitazione. A parlare, secondo la donna, Antonio Perre, Totò 'u cainu, già protagonista di una pesante intimidazione all'imprenditore Bicocchi e attualmente latitante perché inseguito da un ordine di custodia per l'operazione Parco sud. "Perre mi diceva che avrei dovuto continuare a lavorare con loro, nonostante gli arresti. Mi hanno messo biglietti intimidatori sulla macchina e nella cassetta delle lettere". Proprio Antonio Perre avrebbe minacciato un geometra dell'azienda di Barbara Luraghi, il geometra Lucio Airaghi: "Perre gli ha detto che aveva letto il verbale dell'interrogatorio di mio padre. Disse che doveva stare in silenzio, che era un infame". Nel maggio scorso, ha proseguito Barbara Luraghi nella sua testimonianza in aula, la sua azienda ha subito un furto in un cantiere, proprio alla vigilia di un'udienza". Poi lo sfogo della figlia dei due imputati che quasi in lacrime davanti alla Corte ha concluso: "Questa prassi di avvertimenti e minacce è consolidata, va avanti da dieci anni, non è più tollerabile. Io voglio continuare a lavorare, è la scommessa che ho fatto con me stessa". Parole che nell'aula della Settima sezione sono echeggiate come lo sfogo di un'imprenditrice vessata dai boss della 'ndrangheta. 

Diversa però, almeno negli inquirenti, la considerazione dei genitori Maurizio Luraghi e Giuliana Persegoni attualmente imputati per associazione mafiosa perché indicati proprio come gli imprenditori ombra del gruppo Barbaro. Rapporti che la figlia Barbara conosceva bene, come testimoniano le telefonate intercettate nel corso dell'inchiesta Cerberus del Gico della guardia di Finanza. In una conversazione, intercettata il 14 giugno 2006 alle 18, 57, è la stessa Barbara Luraghi a contattare al cellulare Salvatore Barbaro. Il motivo? Convincere il giovane boss a far riprendere i lavori della Lavori stradali srl nel cantiere di via Guido Rossa. Lavori interrotti per volontà dello stesso Salvatore Barbaro, mentre Maurizio Luraghi è in ospedale per un intervento cardiaco. Annotano gli investigatori: "Barbara Luraghi, figlia di Maurizio Luraghi e di Giuliana Persegoni, contatta Salvatore Barabaro per convincerlo a 'sanare'  bonariamente le problematiche scaturenti dal cantiere di Buccinasco. La stessa propone di incontrarsi nel cantiere per discutere la situazione e per accomodarsi in qualche modo": “…domani ci troviamo che ti devo parlare...” e chiede il permesso di proseguire nei lavori sul cantiere: “...l'escavatore me lo fai entrare in cantiere, eh...me lo fai lavorare...”. Della questione riferisce poi la madre Giuliana in una conversazione con il marito in ospedale. Il dissidio è sanato? Sì e grazie anche all'intervento di Mico l'australiano al quale la donna ha chiesto di tenere a freno il figlio Salvatore, perché "sa, Domenico, è solo lui, è solo Salvatore che fa casino". (cg)