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Le vicende riportate in questo sito riguardano fatti e persone reali e procedimenti giudiziari, in alcune occasioni, ancora in attesa di giudizio definitivo. Pertanto i protagonisti di queste vicende giudiziarie sono da considerare innocenti fino al giudizio definitivo. La redazione di MilanoMafia.com è a disposizione degli interessati per interventi, repliche e chiarimenti



Rivoluzione alla Procura di Milano, Ilda Boccassini sarà il nuovo capo dei magistrati antimafia

Ilda Boccassini prenderà il posto di Ferdinando Pomarici. Per ora, la nomina è solo ufficiosa . Nel 2008 aveva rifiutato l'incarico di Procuratore generale a Verona

L'ultima indagine


Cosa fecero i Graviano a Milano in quesi mesi tra il 1993 e il gennaio del 1994 epoca del loro arresto in un ristorante di via Procaccini? Questa la domanda attorno alla quale ruota l'inchiesta del magistrato Ilda Boccassini

L'indagine prende spunto dalle dichiarazione del pentito Gaspare Spattuzza, per anni legato ai Graviano. L'obiettivo della procura milanese, oltre a individuare i presunti mandanti esterni,  è quello di dare volti e nomi a chi si sarebbe preso l'incarico di tenere i rapporti con lo Stato

Si tratta della seconda presunta trattativa, quella iniziata nel 1993 a ridosso delle stragi e durante la disceca in campo di Silvio Berlusconi


Milano, 4 dicembre 2009 -
Un nome: Ilda Boccassini. Un nuovo incarico: capo della Direzione distrettuale antimafia di Milano. La notizia arriva proprio nel giorno in cui Gaspare Spatuzza, killer e uomo di Cosa nostra, interpreta il suo ruolo di pentito deponendo nel processo d’Appello a carico di Marcello Dell’Utri, già condannato in primo grado a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Argomenti, le stragi del 1993 e la presunta seconda trattativa tra mafia e Stato, di cui si sta occupando proprio la stessa Boccassini in un’inchiesta tutta milanese che promette ulteriori scossoni all’entourage del presidente del Consiglio.

Dove passarono la loro latitanza milanese i fratelli Gaviano? Chi fu quell’imprenditore del nord che diede loro supporto logistico? Perché uomini dei Graviano, se non proprio i due fratelli boss di Brancaccio, passarono buona parte dell’estate del 1993 in Costa Smeralda, in un luogo non distante da villa Certosa, proprio mentre il futuro premier calibrava la sua discesa in campo? Tutte domande pericolose a cui però, lei, Ilda la rossa, sembra poter dare risposte concrete e circostanziate. Anche per questo, la sua nomina a capo della Dda, per ora, resta ufficiosa. Certo non era difficile intuirla. Da tempo, quello è l’obiettivo della Boccassini. Non a caso nel 2008 rifiutò l’incarico di Procuratore generale a Verona, scegliendo di stare a Milano prima da pm e poi da capo del nuovissimo pool anti-mafia.

Ilda Boccassini, napoletana, classe ’49, prenderà così il posto di Ferdinando Pomarici, ottimo magistrato che per primo indagò sulla strage di via Palestro del 27 luglio 1993. Ora toccherà a lei dirigere quell’ufficio al sesto piano della Procura. Un luogo di prestigio e scomodo allo stesso tempo. Scomodo soprattutto per i prossimi mesi, quando inizieranno le prime inchieste su Expo 2015. E così, mentre nell’aula superblindata di Torino, Spatuzza tirava in ballo Silvio Berlusconi, “quello di Canale 5”, a Milano, fonti giudiziarie, confermavano l’imminente nomina della Boccassini che proprio con l’attuale premier si è trovata a combattere e non poco. Per tutti valga il processo Sme sulla corruzione del gip romano Renato Squillante per blocacre la vendita del colosso agroalimentre dell’Iri alla Cirio di Carlo Benedetti. Corruzione, sostenne l'accusa, voluta e orchestrata da Berlusconi (pi assolto) su imput diretto di Craxi. Corruzone in atti giudiziari, fu la prima accusa, poi derubricata a corruzione semplice e sfociata con la condanna di Cesare Previti, per anni braccio destro, assieme a Dell’Utri, dell’attuale presidente del Consiglio.

Eppure, la carriera di Ilda la rossa parte da molto più lontano. Dal 1977 quando, non ancora trentenne, entra in magistratura. Inizia, occupandosi di rapine e operazioni antidroga. Poi, a lal fine degli anni Ottanta, prende a collaborare con Giovanni Falcone, occupandosi soprattutto di riciclaggio. Proprio uno dei capi d’accusa, oltre all’associazione mafiosa, che toccherà agli imputati dell’inchiesta Duomo connection, indagine su appalti, tangenti e mafiosi in doppio petto, partita da un grosso traffico di droga orchestrato da un’holding siculo-calabrese in via Anguissola, zona a sud di Milano. Con lei, all’epoca, lavora il capitano dei carabinieri Sergio Di Caprio, più noto come Ultimo. Dirà di Ilda la rossa: “Pur essendo una donna, per noi è sempre stata un soldato”. Dalle tangenti mafiose a quelle politiche il passo è breve, la Boccassini deve entrare a far parte del pool di Mani pulite, ma verrà esclusa. “Boccassini eè dotata d'individualismo, carica incontenibile di soggettivismo e di passione, non disponibilita' al lavoro di gruppo'', dice di lei il capo del pool Francesco Saverio Borrelli. Un anno dopo, la ritroviamo alla cerimonia di commemorazione per la morte dell’amico e collega Giovanni Falcone. A un tratto, Ilda la rossa, si alza  e dice: “Avete fatto morire voi Giovanni Falcone, lo avete fatto morire con la vostra indifferenza, con le vostre critiche”. Quindi scende in Sicilia a Calatnissetta per dare la caccia ai killer di Falcone. Qui tiene a battesimo l’operazione Oceano che proverà a descrivere i rapporti tra Cosa nostra e la Fininvest. L’inchiesta non si conclude, ma funziona da stimolo per il rpocesso a Marcello Dell’Utri. E’ lei a redarre il verbale del pentito Salvatore Cancemi che parla di mafia, ma anche di Berlusconi e Dell’Utri. Oggi, al posto di Cancemi c'è Spatuzza, ma il copione resta lo s tesso. (dm)