La giunta del sindaco Loris Cereda tra il 2oo8 e il 2009 ha affidato appalti per circa 40.000 euro a un'impresa edile legata alla cosca Barbaro-Papalia. Altri 15.000 euro di denaro pubblico sono finiti a un'impresa di catering legata alla società di Alfredo Iorio coinvolta nel giro di mazzetta all'ex sindaco Ds di Trezzano sul Naviglio
L'impresa della coscaLa Kreiamo spa che per qualche tempo ha avuto la sede in via Montenapoleone, secondo i magistrati, avrebbe inglobato denaro direttamente collegabile alla cosca Barbaro-PapaliaSocio di maggioranza della Kreiamo è Alfredo Iorio, figlio di quell’Achille
Iorio, morto nel 2008, e fino ad allora capogruppo di Forza Italia nel Consiglio
comunale di Cesano Boscone, paese a sud della città. Prima di allora, lo stesso
Achille Iorio, origini calabresi, avrebbe favorito il passaggio del denaro
della ‘ndrangheta proprio nella Kreiamo Nel 2006, infatti, i figli Andrea e Alfredo diventano soci della Iorio Immobiliare. Questa l’ultima denominazione societaria, perché prima si chiamava Sa.Fran con amministratore unico Serafina Papalia, moglie di Salvatore Barbaro, imputato per associazione mafiosa nel processo Cerberus, e soprattutto figlia del superboss della ‘ndrangheta Rocco Papalia. Oggi la Iorio Immobiliare è diventata Kreiamo Altre due società legate alla Kreiamo avrebbero preso appalti dalla Tasm la società a capitale pubblico che gestisce le acque nel Milanese. Quelle gare, secondo il gip, furono vinte perché Iorio pagò il presidente della Tasm, Tiziano Butturini, ex sindaco Pd di Trezzano sul NaviglioGrazie alla Tasm e a Butturini, la stessa Servizi catering srl si è aggiudicata alcune commesse per la gestione di buffet. In totale sarebbero quattro appalti. Il più corposo è stato quello per l'inaugurazione delle Case dell'acqua a San Donato Milanese e a Pieve Emanuele: circa 7.000 euro | Milano, 25 febbraio 2010 - Appalti pubblici nei settori della ristorazione e
dell’edilizia affidati a imprese in odore di ‘ndrangheta. Succede a Buccinasco,
paese a sud di Milano, dove la presenza delle cosche è ormai un fatto storico.
E capita durante la giunta di centrodestra governata dall’attuale sindaco Loris
Cereda da sempre critico con chi rappresenta questo comune come il centro
operativo dei clan in Lombardia. Lo stesso, va detto, che il 22 maggio 2009 ha ricavato
un asilo dalla villa sequestrata al clan Sergi. Sono dunque due i filoni attraverso i quali la ‘ndrangheta ha ottenuto commesse dall'amministrazione pubblica (nella foto il palazzo del comune di Buccinasco). Il primo, quello dell’edilizia, emerge da almeno due delibere di giunta che affidano alla Mg Lavori stradali due appalti pubblici per un importo totale di 42.000 euro. La prima delibera porta la data del 2 dicembre 2008 e riguarda “il rifacimento del camminamento interno degli orti in via degli Alpini”. Per questo intervento la giunta “decide di impegnare la somma complessiva di 14. 158 euro”. Il secondo appalto invece è dell’11 settembre 2009. In questo caso si tratta di rimettere a posto “la superficie d’asfalto di un gran numero di vie presenti sul territorio comunale”. Ancora la scelta cade sulla Mg per una spesa di 28.700 euro. Entrambe le gare avvengono attraverso la cosidetta procedura ristretta, ovvero selezionando poche imprese. Per legge questa procedura è possibile solo in appalti inferiori ai 100.000 euro. L’obiettivo è velocizzare le pratiche burocratiche. Il tutto con una dovuta postilla. Ovvero che il controllo sulle imprese sia decisamente alto. Postilla che non sembra essere stata rispettata dall'amministrazione comunale visto che sulla Mg Lavori stradali, il cui valore della produzione supera il milione di euro l’anno, pesano non poche ombre di legami con la cosca Barbaro-Papalia. A raccontarlo sono gli stessi investigatori in una delle ultime relazioni sulla criminalità organizzata a Milano. “Giosofatto Molluso – si legge – risulta socio della Mg Lavori stradali”. Lo stesso Giosofatto Molluso “è considerato elemento inserito organicamente nella struttura criminale denominata ‘ndrangheta”. Di lui parla anche il pm Mario Venditti nell’indagine sulla mafia calabrese di Legnano. Nello specifico, tratteggiando lo spessore criminale del capo, quel Vincenzo Rispoli detto Cenzo, si fa riferimento a un summit di mafia avvenuto il 30 aprile 1999 al ristorante Scacciapensieri di Nettuno. “In quell’occasione Rispoli era in compagnia dei principali esponenti della ‘ndrangheta in Lombardia, tra cui Cosimo Barranca, Giuseppe Gallace, Domenico Barbaro, detto l’Australiano, Carmelo Novella, Giosofatto Molluso, Saverio Minasi, Vincenzo Mandalari, Pietro Francesco Panetta, Nunziato Mandalari, Vincenzo Lavorata, Pierino Belcastro e Salvatore Panetta”. Attuale amministratore unico della Mg Lavosri stradali risulta Giuseppe Molluso, classe ’78, figlio di Giosofatto. Annotano ancora gli investigatori: “Giosofatto Molluso è fratello di Francesco Molluso attualmente detenuto in quanto condannato a 30 anni di reclusione per associazione mafiosa, sequestro di persona, e traffico di sostanze stupefacenti”. Inoltre: “Giosofatto Molluso e Francesco Molluso sono direttamente collegati alla famiglia Papalia-Barbaro di Platì”. Gli appalti per la gestione di una mensa per impiegati comunali saltano fuori seguendo le recenti vicende che hanno coinvolto il comune di Trezzano sul naviglio, il suo ex sindaco del centrosinistra Tiziano Butturini (al momento dell'arresto iscritto al Partito democratico) e il consigliere Pdl Michele Iannuzzi. Al centro dell’inchiesta, coordinata dal pool antimafia, ci sono gli interessi di Alfredo Iorio, intraprendente immobiliarista dalla mazzetta facile. E’ lui, secondo il gip Giuseppe Gennari, il giostraio degli interessi illeciti nell’hinterland a sud di Milano. Lui che dal padre Achille Iorio, ex dominus del Popolo della libertà nel sud Milano, ha ereditato influenti amicizie nell’amministrazione pubblica. Entrature deciasamente oliate che hanno permesso a Iorio di saldare, attraverso la sua Kreiamo spa, gli interessi della ‘ndrangheta con le nuove speculazioni edilizie. Del gruppo Kreiamo fa parte anche la Servizi catering srl, il cui amministratore unico è il foggiano Ruben Pilone. Tra i soci però compare Andrea Madaffari, arrestato assieme ad Alfredo Iorio il 3 novembre scorso durante l’operazione Parco sud. In quell’indagine la società Kreiamo e tutte le sue controllate venivano definite come il braccio finanziario della cosca calabrese Barbaro-Papalia. Il 13 marzo 2008 il sindaco Loris Cereda e i suoi assessori si riuniscono. Sul tavolo c’è la questione della mensa comunale di via Tiziano giudicata troppo lontana e scomoda da molti dipendenti pubblici. Bisogna scegliere un’altra sede. E’ in questa fase, si legge nella delibera, che “si dà atto che su invito dell’Amministrazione la Servizi catering srl ha fatto pervenire una proposta comprendente vari tipi di menu a prazzi diversi”. Nella seconda delibera si legge della “manifestata volontà dell’Amministrazione comunale di individurare nel self-service gestito dalla Servizi catering srl un’alternativa alla mensa di via Tiziano”. Dopodiché si apprende che la stessa società ha aperto un self service in via Emilia 30. Il locale si chiama “Kreiamo bar e ristorazione”. Il contratto va in porto per una cifra di spesa di 15.000 euro all’anno. A margine una stravagante clausola: dipendenti pubblici potranno spendere i ticket solo nella struttura che fa capo ad Andrea Madaffari e Alfredo Iorio, i due imprenditori legati a doppio filo con la ‘ndrangheta. (dm) |

