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Le vicende riportate in questo sito riguardano fatti e persone reali e procedimenti giudiziari, in alcune occasioni, ancora in attesa di giudizio definitivo. Pertanto i protagonisti di queste vicende giudiziarie sono da considerare innocenti fino al giudizio definitivo. La redazione di MilanoMafia.com è a disposizione degli interessati per interventi, repliche e chiarimenti



L'INTERVISTA. Il sindaco di Buccinasco: "Le inchieste nel Sud Ovest? I miei sospetti erano fondati". E Cereda si candida per un posto nell'Agenzia dei beni confiscati di Reggio Calabria

Le relazioni dell'Antimafia? "Spesso si crea allarme per ottenere più uomini".  Il primo cittadino a MilanoMafia.com: "Solo per l'1,5% dei residenti la 'ndrangheta è una priorità". Gli appalti? "Se le carte sono ok non si può intervenire: ci diano più strumenti". Le prossime elezioni? "Vorrei ricandidarmi"

I beni confiscati


Nel 2007 quando il neo sindaco Loris Cereda arriva al Comune di Buccinasco, esplode il caso del bar Trevi di via Bramante, il locale confiscato al clan Sergi dopo l'operazione Nord-Sud

La giunta blocca il progetto portato avanti dall'ex sindaco Maurizio Carbonera. Si indice una nuova gara, passano i mesi e il progetto viene di nuovo accantonato

Oggi il locale è chiuso e inutilizzato. Cereda assicura che i lavori partiranno entro l'estate

Il Comune ha assegnato nel frattempo la villa di via Odessa, oggi asilo nido con circa 60 bimbi, gestito dall'Associazione Dimora;  la taverna di via La Marmora 2 destinata ad uso deposito dell'Associazione AMI (Amici Missioni Indiane); l''appartamento di  via Vittorio Emanuele 21 divenuto alloggio di emergenza per famiglie bisognose; l'appartamento di via Don Minzioni 11, un tempo abitazione della famiglia Papalia e oggi alloggio di emergenza per due vigili del fuoco aquilani e l'appartamento di via Indipendenza 5/7, luogo di ritrovo e spaccio di stupefacenti che è stato assegnato al Comando dei carabinieri di Buccinasco

Durante la giunta Carbonera la mega villa di Antonio Papalia di via Fratelli Rosselli 6 è diventata sede della locale Croce Rossa. La gara d'appalto per la ristrutturazione, però, andò deserta per via di alcune telefonate anonime arrivate agli imprenditori. Per questo fu lo stesso sindaco Carbonera ad affidare i lavori
Milano, 26 marzo 2010 -
I beni confiscati, le inchieste sulla 'ndragheta e i rapporti tra mafia e politica locale. Loris Cereda (foto), sindaco di Buccinasco in quota Pdl, vivrà questa campagna elettorale infuocata da spettatore. E il suo è un osservatorio privilegiato anche nei confronti delle ultime vicende giudiziarie che hanno visto arresti eccellenti nei comuni del Sud Ovest milanese: "Visto? Tutti a parlare di Buccinasco capitale della 'ndrangheta, poi si scopre che i veri guai erano altrove". A Buccinasco secondo un sondaggio del Comune meno di due residenti ogni cento hanno timori per le infiltrazioni della 'ndrangheta: "Un buon segnale". Sul fronte dei beni confiscati il sindaco lancia la propria candidatura per un posto nell'Agenzia voluta dal Viminale a Reggio Calabria. Ma soprattutto difende i controlli effettuati sugli appalti pubblici: "Tutto in regola". Così dopo gli arresti di Trezzano e Cesano Boscone, Cereda ribadisce il suo cavallo di battaglia fin dai tempi dell'insediamento nel 2007: "Si parla solo di Buccinasco, e negli altri comuni cosa succede?". Così oggi il primo cittadino da sempre sulla graticola per le sue tenaci polemiche "con certa antimafia e certa stampa", in quest'intervista concessa a MilanoMafia.com si toglie alcuni sassolini dalle scarpe. 

A cominciare, signor sindaco?
Dall'idea che mentre altri sindaci hanno chiuso le porte ai mafiosi, io invece le aprivo...
Parla delle vecchie polemiche politiche di Buccinasco o delle recenti indagini che hanno portato in carcere esponenti politici a Trezzano sul Naviglio?
Entrambe le cose. Io mi sono sempre arrabbiato con chi spendeva il nome di Buccinasco associandolo alla 'ndrangheta, se ne sono dette di tutti i colori. Ho avuto anche uno scambio piuttosto acceso con il sottosegretario Alfredo Mantovano, che aveva citato Buccinasco paragonandola a San Luca. Poi ci siamo chiariti. La mia linea non è mai mutata, mi sono sempre stupito che si parlasse solo della nostra cittadina e non di altri comuni del Sud Ovest. E infatti non sbagliavo...
Però, ce lo consenta, la presenza della 'ndrangheta a Buccinasco è un dato ormai storico, ci sono state delle sentenze, anche le inchieste degli ultimi due anni lo dimostrano. L'indagine che ha portato in carcere Tiziano Butturini (Pd) e Michele Iannuzzi (Pdl) è partita proprio da quelle sulle famiglie di Buccinasco...
Le inchieste per me sono un vanto, da quando sono alla guida di questa città sono stati fatti passi importantissimi. Ci sono controlli molto severi sugli appalti, c'è grande attenzione da parte di tutti. Però si continua a dipingere una realtà diversa
In che senso? 
Mi spiego: poche settimane fa abbiamo fatto un city monitor, un sondaggio tra i residenti e lo sa cosa è emerso? Che solo l'1,5 per cento dei residenti vede la 'ndrangheta come una priorità rispetto ad altri problemi di Buccinasco. E questo per me è un dato confortante. Eppure l'opposizione proprio sul tema dell'antimafia ha costruito quasi tutte le sue polemiche contro di me
Bè, su questo tema ci sono stati molti scontri, non solo con i politici ma anche con i giornalisti. Il nostro sito, del resto parla molto di Buccinasco occupandosi di mafia al Nord. Magari facendola arrabbiare.
Mi arrabbio, a volte. Ma per i motivi che ho detto prima. C'è un'attenzione ossessiva verso Buccinasco, mentre negli altri comuni c'è silenzio. Ma va tutto bene. Comunque non ho mai cercato lo scontro. Cerco invece di confutare tesi che non stanno in piedi.
Quali, ad esempio? 
Quella che io abbia ostacolato l'assegnazione dei beni confiscati
Ma la vicenda della pizzeria di via Bramante, il locale confiscato al clan Sergi, ha subito effettivamente forti rallentamenti, ancora oggi il locale è inutilizzato.
E' vero. In un primo tempo avevo avuto delle preplessità sul progetto che mi sono trovato una volta arrivato alla guida del Comune. Poi però ho fatto ripartire l'assegnazione. Non dico che tutto sia andato liscio, ma oggi siamo pronti per dare il via ai lavori. Diventerà un centro poli associativo e ci sarà anche la vendita dei prodotti di Libera coltivati sui terreni confiscati. La settimana prossima porteremo la questione del bando per i lavori in giunta poi ci sarà l'apertura delle buste e il via alla ristrutturazione. In passato avevamo atteso i soldi della Provincia poi ci sono state le elezioni e allora ci siamo rivolti alla Regione: ora sono arrivati 125 mila euro di finanziamento. 
Basteranno i fondi del Pirellone?
Quasi certamente sì, in ogni caso abbiamo già dato la nostra disponibilità a coprire le spese con fondi comunali. Non va dimenticato che nel frattempo abbiamo proceduto ad altre assegnazioni: la villetta di via Odessa, oggi asilo nido con circa 60 bimbi, gestito dall'Associazione Dimora;  la taverna e box di via La Marmora 2 destinati ad uso deposito dell´Associazione AMI (Amici Missioni Indiane); l'appartamento di  via Vittorio Emanuele 21 divenuto alloggio di emergenza per famiglie bisognose; l'appartamento di via Don Minzioni 11, un tempo abitazione della famiglia Papalia e oggi alloggio di emergenza per due vigili del fuoco aquilani e l'appartamento di via Indipendenza 5/7, luogo di ritrovo e spaccio di stupefacenti che è stato assegnato al Comando dei carabinieri di Buccinasco.
Quindi tolta la pizzeria di via Bramante, non restano altri beni da assegnare?
No. Al momento non abbiamo altri immobili in gestione. Credo che però la nostra esperienza su questo tema sia stata significativa. Per questo ho un desiderio molto importante...
Quale?
MI piacerebbe candidarmi, non so in quale forma e se sia possibile però, per un posto all'Agenzia dei beni confiscati che il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha istituito a Reggio Calabria. Mi piacerebbe portare la voce di un sindaco del Nord, e per di più di Buccinasco, al tavolo di lavoro.
Una candidatura in piena regola?
Mi piacerebbe essere sostenuto in questo desiderio
Torniamo alle inchieste degli ultimi giorni. Lei lo ha sempre ripetuto: "guardate altrove". A questo punto è lecito chiederselo, ha avuto sentore che in alcune cittadine del Sud Ovest accadesse qualcosa di strano?
In un certo senso. Ma perchè sapevo che la criminalità organizzata non esiste solo a Buccinasco. Possibile che non succedesse nulla a Cesano Boscone e Trezzano? Evidentemente avevo ragione.
Ma c'è qualcosa che le aveva fatto ritenere che ci fossero strani rapprti tra il mondo criminale e la politica locale? 
Non so. Ho avuto una percezione quando un anno e mezzo fa era uscito il mio nome come quello di coordinatore del Pdl nel Sud Ovest. Io ero l'unico sindaco di centrodestra e quindi alcuni amici mi dissero: 'perchè non far nascere attorno a te un polo di opinione che presenti le capacità del centrodestra di governare a livello locale?". Poi mi sono accorto che sono nate delle resistenze, qualcuno disse: 'Tu sei già sindaco di Buccinasco, fatti gli affari tuoi'. E allora ho capito che qualcosa non funzionava e mi sono fatto da parte. Ma non solo...
Perché cos'è accaduto?
Mi ero offerto per aiutare alcuni compagni di partito nella campagna elettorale per le comunali di Cesano Boscone. Credevo fosse un segnale di unità, di vicinanza. Ho dato la mia disponibilità per partecipare a comizi, a manifestazioni, ma nessuno mi ha mai chiamato. 
Secondo lei per quale motivo?
Penso per gelosia. Quest'anno sono andato a Corsico a sostenere il mio amico Daniele Pilenghi. Certo che quando io mi sono candidato a Buccinasco mi avrebbe fatto molto piacere avere attorno altri sindaci che mi davano il loro appoggio. 
Veniamo al tema degli appalti. Poche settimane fa sono emersi e MilanoMafia ne ha dato conto (qui), alcuni appalti concessi da Comune ad aziende legate alla famiglia Madaffari e al gruppo Molluso.
Bè. per il caso della Servizi Catering credo sia stato tutto chiarito. C'è stato un nulla di fatto. Per il resto credetemi, ho molte perplessità...
In che senso?
Gli appalti ai quali si fa riferimento sono avvenuti in maniera regolare, tutti i certificati sono in ordine. 
E questo noi lo abbiamo scritto, nessuno lo metteva in dubbio. Solo è curioso che un'azienda legata a persone inquisite e condannate per reati gravi sia affidataria di appalti pubblici, soprattutto alla luce della grande attenzione di cui - lo ha detto lei - è oggetto Buccinasco. 
Vede, se gli aspetti formali e procedurali sono a norma di legge il sindaco non può intervenire. Tenga conto che sono stati citati precedenti di alcuni familiari del titolare, che effettivamente noi conosciamo. Ma non possiamo escludere dagli appalti una ditta che ha il certificato antimafia in regola. Né mai lo farei in base al cognome del suo titolare. Altrimenti, mi chiedo, cosa si dovrebbe fare, il gioco della mafia? Ossia escludere dal circuito sano tutti i cognomi di Platì e chi ha avuto familiari condannati, quindi lasciando queste persone condannate a lavorare solo per la 'ndrangheta? Vede si fa il gioco opposto. Io dico, se sei in regola - e mi creda su certi cognomi facciamo tripli controlli, siamo molto attenti -, ecco, se sei in regola non vedo perchè non puoi lavorare. 
Ma certi nomi vengono citati nelle relazioni dell'Antimafia
E allora perchè questi atti non vengono dati in copia anche ai sindaci? Che strumenti ho io per escludere ufficialmente una ditta senza che questa possa fare ricorso e vincerlo. Mi diano gli strumenti. Purtroppo queste relazioni vengono spesso usate a sporposito. Ci sono sospetti, ma non certezze. 
In che senso, ci faccia capire?
Vede, nella relazione firmata da Pomarici, il capo della Dda, realizzata due anni fa, si chiedevano soprattutto maggiori forze per l'inevstigazione. Si avanzavano sospetti, e si chiedevano più uomini per poter indagare. Non c'erano certezze quindi.
Ma i nomi sono noti, no?
Si, ma per escludere un'impresa servono atti ufficiali. Si rivedano le norme allora, e si diano anche ai sindaci strumenti per dire questo o quello non possono lavorare. E poi crede che i mafiosi siano così incauti da intestare le aziende a persone con i loro cognomi?
E' successo, e anche di recente.
Ma le proprietà di queste persone sono poi state confiscate o sequestrate. 
Veniamo al suo rapporto con i giornalisti. Non è mai stato facile. In passato c'è stata anche la minaccia di querele, poi ritirate.
Le polemiche mi hanno dato fastidio, ma io me le tolgo con una spolverata di mano. Il mio impegno per la lotta alla criminalità organizzata non è mai stato condizionato dalle polemiche. Mi dispiace che si sia parlato moltissimo di me e poco o mai della precedente amministrazione. Fino a prova contraria le inchieste di questi anni hanno riguardato i periodi in cui erano in carica giunte precedenti. 
Ma ci sono state anche pesanti minacce all'ex sindaco Maurizio Carbonera, in quel periodo
Sia chiaro, non sto attribuendo responsabilità a chi mia ha preceduto. Sono assolutamente convinto che chi ha guidato questo Comune non abbia mai favorito la 'ndrangheta. Ho ricordato queste cose perché sono stato attaccato proprio su questi temi dall'opposizione. 
E a volte è entrato in polemica con la stampa. Del resto i giornali hanno parlato spesso del caso Buccinasco e della pizzeria confiscata.
Diciamo che ho sempre cercato di difendere il nome di Buccinasco e dei miei concittadini con ogni mezzo. Sono come certi allenatori, me lo conceda, che attirano su di sè tutte le critiche pur di lasciare tranquilli i propri giocatori. 
Tra due anni si vota. Lei si ricandida?
Mi piacerebbe. Vediamo cosa deciderà il mio partito. (cg)