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Le vicende riportate in questo sito riguardano fatti e persone reali e procedimenti giudiziari, in alcune occasioni, ancora in attesa di giudizio definitivo. Pertanto i protagonisti di queste vicende giudiziarie sono da considerare innocenti fino al giudizio definitivo. La redazione di MilanoMafia.com è a disposizione degli interessati per interventi, repliche e chiarimenti



Processo Ortomercato, quei fogli presenza di Salvatore Morabito. Tutti nel magazzino di Malpensa. Qui il boss entrava e usciva senza controlli

Il particolare è emerso durante l'ultima udienza. Secondo  il  pm, Morabito assunto dal consorzio Europa era stipendiato dala Scai, la cooperativa che per tre anni ha lavorato per Poste italine nei  magazzini di Malpensa  

L'appalto

Nel giugno 2004, la Sda (Poste italiane) appalta alucni servizi nei magazzini di Lonate Pozzolo alla Scai. L'impresa è riconducibile ad Antonio Paolo

La gara avviene su base private e senza concorrenti. Questo perché Sda, pur essendo Poste italiane, ha ormai di fatto un assetto giuridico privato

Il contratto stipulato tra Sda e Paolo prevede tra l'altro: "scarico dei mezzi in arrivo, l'etichettatura merce, il deposito dei materiali in zona di stoccaggio, lo smistamento delle spedizioni in partenza, la gestione di ordini di arrivo e partenza, l'assemblaggio e il confezionamento dei prodotti e dei documenti, l'apertura e chiusura del magazzino"

Nei primi sei mesi del 2004, Scai incassa 1,2 milioni di euro. Un anno dpo, l'attivo segna 2,2 milioni. La crescita continua fino al 2007, anno in cui la Scai viene messa in fallimento




22 novembre 2009 -
 
Com’è possibile che una persona impiegata per una ditta venga stipendiata da un’altra impresa? Capita di rado e quando succede qualcosa di strano c’è sicuramente. La situazione da paradossale si fa sconcertante se il lavoratore in questione è Salvatore Morabito (nella foto), boss della ‘ndrangheta di Africo, condannato con rito abbreviato a 14 anni per traffico di droga nel processo Ortomercato. Ancora più grave se si scopre che i fogli presenza del boss lo indicano sempre nel magazzino di Lonate Pozzolo, quello, per capirci, dove vengono stipati i pacchi scaricati dagli aerei che atterrano all'aeroporto intecontinentale di Malpensa.

Oggi alla Sesta sezione del Tribunale di Milano si sta svolgendo il procedimento ordinario. Imputato principale Antonio Paolo, accusato di aver gestito un enorme castello societario per reinvestire il denaro del clan. La questione Morabito è emersa nell’ultima udienza, quando è stato sentito Antonio Paolo. Al centro dell’interrogatorio proprio la questione Morabito assunto dal Consorzio Europa, ma stipendiato con 1.500 euro mensili dalla Scai, società cooperativa di cui era socio lo stesso Antonio Paolo. Sentito sul punto Paolo non è stato in grado di dare una spiegazione. “C’era la necessità di assumere Morabito”, ha detto. Frase che ha fatto imbestialire lo stesso giudice.

Dopodiché il pm ha voluto sapere dove avesse lavorato fisicamente Morabito? “Nei magazzini di Bollate e Rho”, ha detto Paolo. Falso, stando a quanto sostiene l’accusa, per la quale tutti i fogli presenza del boss si riferiscono al magazzino di Lonate Pozzolo. Non un luogo qualsiasi, utilizzato da Sda, ovvero Poste italiane, per stipare la posta e i pacchi che arrivano da Malpensa. Qui giunge tutto quello che viene scaricato direttamente dagli aerei. Si tratta di un enorme gateway, dove si fanno anche le pratiche doganali. Nel 2004 la Scai di Antonio Paolo vince l’appalto. Il contratto stipulato attraverso una trattativa privata prevede diverse attività, tra queste “lo scarico dei mezzi in arrivo, l'etichettatura merce, il deposito dei materiali in zona di stoccaggio, lo smistamento delle spedizioni in partenza, la gestione di ordini di arrivo e partenza, l'assemblaggio e il confezionamento dei prodotti e dei documenti, l'apertura e chiusura del magazzino”. In tre anni la Scai incassa quasi 7 milioni di euro, dopodiché la società fallisce. Durante questo periodo Salvatore Morabito ha avuto libero accesso alla struttura. Poteva entrare e uscire senza essere minimamente controllato. Un particolare da non sottovalutare per lui che è considerato uno dei più importanti narcotrafficanti della ‘ndrangheta. La cocaina così poteva arrivare tranquillamente a Malpensa, essere stipata su uno dei tanti scaffali, scambiata con un altro pacco e portata fuori senza il minimo controllo. Ovviamente non ci sono prove. Il processo a Morabito s'è chiuso senza ulteriori indagini. Ma i sospetti restano. E sono molti. (dm)