la redazione

  
Sito web realizzato senza 
scopo di lucro da giornalisti 
professionisti
 
Per comunicare con noi scrivi a:


Diritto di replica

Le vicende riportate in questo sito riguardano fatti e persone reali e procedimenti giudiziari, in alcune occasioni, ancora in attesa di giudizio definitivo. Pertanto i protagonisti di queste vicende giudiziarie sono da considerare innocenti fino al giudizio definitivo. La redazione di MilanoMafia.com è a disposizione degli interessati per interventi, repliche e chiarimenti



Processo Ortomercato, la Cassazione riporta in carcere Antonio Paolo. E' accusato di essere il braccio finanziario della cosca Morabito

Per i giudici c'è il pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. Antonio Paolo fu arrestato nel maggio 2007 nell'operazione For a King. Oggi è imputato nel processo di primo grado per traffico di droga

Il sistema delle cooperative

Il sistema scoperto dal pm Laura Barbaini è giocato su tre livelli societari. Lo scopo era quello di creare fondi neri da destinare all'acquisto di partite di cocaina

Il primo livello era costituito dai consorzi che prendevano appalti milionari da Dhl, Sda e Tnt. Dopodiché i lavori venivano appaltati a cooperative di secondo livello. Alla fine esisteva un risiko di società di terzo livello che fungevano da cartiere, ovvero da produttrici di fatture false

In poco meno di tre anni, secondo l'accusa, Antonio Paolo ha monetizzato 9 mlioni di euro. Denaro che sarebbe servito alle necessità della cosca

22 novembre 2009 -
  I baffi neri sono sempre quelli. E’ il volto a essere cambiato, meno tondo, più pallido. Pensava di averla scampata e invece per Antonio Paolo, 54enne calabrese di Melicucco, si sono riaperte le porte del carcere. L’ordinanza, che Milanomafia.com ha potuto leggere, gli è stata recapitata due settimane fa. Poche pagine in cui la Cassazione ha accolto l’ennesima richiesta del pm Laura Barbaini che da anni indica in quell’ometto tondo e un po’ buffo, il braccio finanziario della ‘ndrangheta di Africo e del boss Salvatore Morabito.

Inquinamento delle prove e reiterazione del reato, per questo i giudici hanno deciso l’arresto di Paolo. Lui viene indicato come l’uomo che nel 2003 decise di aprire gli uffici al terzo piano del palazzo Sogemi in via Lombroso 54, dando così appoggio logistico agli uomini di Morabito. Fece di più: nell’aprile 2006 inaugurò il night club For a king (nella foto), locale da mille e una notte aperto proprio al piano terra del palazzo Sogemi. Una scelta, che per il pm Laura Barbaini dimostra “la capacità di infiltrazione nelle strutture dell’Ortomercato di Milano da parte di Salvatore Morabito e degli altri uomini della organizzazione criminale”. Non c’è solo questo, però. Secondo l’accusa, infatti, Antonio Paolo rappresenta la mente di un complesso sistema di riciclaggio che per la prima volta nella storia della mafia ha utilizzato il sistema legale per finanziare gli affari illeciti del clan.

Ex facchino, poi sindacalista Cgil, alla fine degli anni Novanta, Paolo si reinventa imprenditore nelle imprese di facchinaggio, settore che conosce molto bene. Riesce, in poco tempo, a riunire in consorzio alcune cooperative. Fa di più: ottiene appalti milionari con Dhl, Sda, Tnt, cioè il meglio che ci sia sul mercato. Attorno al 2003, però, capita un imprevisto: le sue società sono in perdita, il suo Nuovo Coseli ha debiti fino a 700.000 euro. E’ il momento cruciale in cui la storia di Paolo si incrocia con quella di Salvatore Morabito, alias Trubbula, boss di Africo, imparentato con Giuseppe Morabito, detto u tiradrittu.

“Ma io non ho mai saputo che Morabito fosse un mafioso”, è la spiegazione che Paolo va raccontando da oltre due anni, in particolare dal maggio 2007 quando finì in carcere con gli altri uomini della cosca, tutti accusati di traffico intrenazionale di droga. Reato per cui oggi Antonio Paolo si trova alla sbarra. E nonostante non abbia mai toccato un grammo di cocaina, la Cassazione lo ha rietnuto consapevole dei traffici illeciti. (dm)