Le poesie
VALIGIA DI CARTONE
Con la valigia di cartone tutta incordata
dal profondo Sud sono emigrato
la mia madre terra ho abbandonato
e ogni ricordo del mio passato
Tutto lo stivale ho attraversato
e in terra lombarda son sbarcato
in cerca di una vita migliore
ma ho trovato soltanto dolore...
SOLO CANTO
Uno stormo di corvi
vola nel cielo.
Sono quelli di sempre
che al rumor della lupara,
saettano a terra
La preda dilaniano
nel volto infettato
dell'erba maligna.
Se le querce tacciono,
le lupare cantano.
Il popolo si sdegna
per tanta vergogna.
Lo Stato è assente,
povera terra mia
amara e dolente
Non ho più sorriso e
nemmeno più pianto,
mi resta solo questo canto
EQUINOZIO*
D'autunno quando il sole si trova allo Zenit,
sopra l'equatore e il giorno e la notte
hanno uguale durata
è arrivato un grande evento,
sei arrivato tu, ultimogenito di tre fratelli.
Piccolissimo ti ho lasciato,
senza poterti dare un minimo d'aiuto,
ma tu lo stesso sei cresciuto,
perché il Signore l'ha voluto.
Oggi mi accorgo che sei già adulto,
diventando un uomo giudizioso.
Il ventitré inizia anche il tuo segno zodiacale,
la bilancia,
dove i rapporti tra padre e figli sono dolcissimi
(* la poesie è dedicata al figlio Domenico, nato nel 1983. Attualmente latitante, ndr)
LE ORE
Le ore del giorno
trascorrono lente
in questa foresta
di ferro battuto,
tutto è tetro e
incolore
che mai si sente
il profumo soave
del fiore
In questa cella sto pregando
al nostro Padre redentore;
quel che dico mi viene dal cuore,
perciò ti prego, stammi a sentire,
soltanto tu mi puoi aiutare.
Dammi un sostegno, che sto cadendo
dentro un burrone senza fondo,
porgi la tua mano o mio Signore,
anche se sono un peccatore,
tanta tristezza porta il mio cuore!
Tu che dai pace e amore nel mondo
con il tuo sguardo così giocondo
fammi tornare nel nuovo mondo,
dimmi la strada che devo fare
per poter continuare a sperare.
Dammi una vita meno austera,
fai tornare la primavera
e ce la mia anima riposi la sera!
Con letizia e tanto amore,
ti voglio bene, o mio Signore