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Le vicende riportate in questo sito riguardano fatti e persone reali e procedimenti giudiziari, in alcune occasioni, ancora in attesa di giudizio definitivo. Pertanto i protagonisti di queste vicende giudiziarie sono da considerare innocenti fino al giudizio definitivo. La redazione di MilanoMafia.com è a disposizione degli interessati per interventi, repliche e chiarimenti



Operazione Pavone, Luigi Siciliano il detenuto-immobiliarista. Dal carcere curava il maxi cantiere con 24 appartamenti

Tra le mille pagine dell'ordinanza dell'operazione Pavone messa a segno dal Ros a Quarto Oggiaro, anche il sequestro di beni per 20 milioni di euro. A Magenta un intero cantiere, poi 4 ville a Garlasco e un bar a Milano

L'operazione


Sono 75 gli indagati, tutti destinatari di ordinanze di custodia cautelare su richiesta della Dda di Milano, finiti nell'operazione Pavone. I mandati di cattura (alcuni già in carcere, altri 19 eseguiti durante l'inchiesta in flagranza di reato) sono stati eseguiti dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale

L'indagine ha preso le mosse da un traffico di cocaina e hashish dal Marocco e dalla Spagna, controllato da Gerardo Gadaleta, detto Gerardo il criminale. Legati a lui anche il gruppo di Quarto Oggiaro e Domenico Brescia, il sarto già finito nei guai dopo la fuga di notizie sulle intercettazioni con Mancini e altri giocatori e dirigenti nerazzurri

Tra gli arrestati anche un gruppo napoletano legato alla camorra e guidato da Luigi Siciliano. Lui, una volta arrestato, aveva corrotto una guardia penitenziaria per cambiare cella e mantenere i contatti con l'esterno. Tra gli arrestati anche un agente di polizia di 39 anni U. S, residente a Torrevecchia Pia, in provincia di Pavia. E due avvocatesse di Milano
3 novembre 2009 - Beni per quasi venti milioni, case, appartamenti, un bar in via Vigna a Milano, e un intero cantiere a Magenta: 6.600 metri quadrati dove costruire 24 nuovi appartamenti. Sono i sequestri messi a segno su mandato del sostituto procuratore Marcello Musso durante l'operazione Pavone a Quarto Oggiaro. In particolare i beni sequestrati (nella sezione documenti il decreto di sequestro preventivo) sarebbero perlopiù riconducibili a Luigi Siciliano, napoletano di 38 anni, arrestato il 16 giugno 2006 dopo aver sparato in faccia a Pasquale D'Amato in via Mosca a Milano. D'Amato riuscì miracolosamente a salvarsi ma per Siciliano scattarono le manette. 

Nonostante il carcere Siciliano ha però continuato a investire i soldi del narcotraffico grazie all'imprenditore edile Vincenzo Busso, 46enne originario di Casagiove (Ce), ma residente a Milano in via Benedetto Diotti, 61. Proprio Busso si  attiva per tentare l'acquisto (con i soldi di Siciliano) nella primavera del 2006 di un'intera palazzina in via Chiesa Rossa, 33. Valore? 1 milione e 200 mila euro. L'affare, dopo una serie di trattative, però sfuma. Così la banda sposta le sue attenzioni sull'acquisto di un bar self service ad Assago. Anche in questo caso il business però fallisce a pochi passi dalla firma finale. Riescono invece altri affari milionari al detenuto Siciliano. Per primo l'acquisto del bar di via Vigna a Milano tramite la società San Marco sas della moglie Giovanna Taglialatela. Poi è la volta di un ex casolare a Garlasco, precisamente in via Alagna. Qui c'è l'intervento di Luigi Girola, imprenditore testa di legno amministratore delle società immobiliari Gila srl e Arco srl. Tutte società occulte di Luigi Siciliano. 

A Garlasco in provincia di Pavia la banda costruisce quattro ville, o meglio due biville. Ma il capolavoro del gruppo legato ai trafficanti di Quarto Oggiaro è sicuramente il maxi cantiere di via Cascina Legnana a Magenta: 24 appartamenti su 6.600 metri quadrati. Il tutto avviene grazie alla Arco multiservizi edili srl, con sede in via Bragadino a Milano.  Operazioni avvenute sotto l'attentissima supervisione di Siciliano, che nonostante la detenzione nel carcere di Pavia, riusciva a tenere i contatti con il giro di prestanome e imprenditori compiacenti. Così durante  i colloqui in carcere con la moglie, Siciliano impartiva affari, consegnava pizzini per l'imprenditore Busso e dava istruzioni: "Per Magenta pagate 750 mila euro, il conto è siuro". Solo l'intervento delle indagini coordinate dal pm Marcello Musso ha messo i sigilli al cantiere e chiude gli affari del detenuto-immobiliarista Luigi Siciliano. (cg)