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Chi é?
Antonio Pelle, detto 'Ntoni Gambazza, boss delle cosche di San Luca Pelle-Vottari
Dopo 9 anni di latitanza è stato catturato a Polistena dai carabinieri del Ros di Reggio Calabria
Era inserito nell'elenco dei trenta latitanti più pericolosi |
Latitante da oltre 9 anni ricchissimo e potente, lui, Antonio Pelle (foto), il principe nero della ‘ndrangheta di San Luca si era fatto ricoverare all’ospedale di Polistena per un’ernia. E lì i Ros di Reggio Calabria lo hanno
arrestato assestando un colpo durissimo alle cosche calabresi, perché Gambazza, altro soprannome di Pelle, era forse l’ultimo dei grandi padrini della ‘ndrangheta ancora in fuga. Temuto fuori e ascoltato nelle carceri, i giorni seguenti alla strage di Duisburg, attraverso il figlio, tenta addirittura un’opera di rappacificazione tra le due cosche rivali: i Nirta-Strangio e i Pelle-Vottari. E’ la notte del 15 agosto 2007, quando fuori dal ristorante Da Bruno, vengono trucidati sei uomini del clan Pelle-Vottari. A sparare, secondo il pm Nicola Gratteri, sarebbe stato Giuseppe Strangio, recentemente arrestato in Olanda ed estradato in Italia. Quello è stato l’ultimo episodio della sanguinaria faida di San Luca iniziata nel ’91 per un banale lancio di uova e culminata con la strage di Ferragosto. In mezzo, decine di omicidi, tra cui quello di Maria Nirta Strangio uccisa la notte di Natale del 2006.
Dopo i morti di Germania, tutta l’Europa si accorge della forza criminale di questa mafia calabrese. E forse anche per questo, per calmare le acque e preservare gli affari, che proprio Gambazza si è dato da fare per portare un po’ di pace tra i due clan. La prova sta in un’intercettazione inedita, contenuta in un’informativa che i Ros di Reggio Calabria ha recentemente consegnato ai magistrati.
L’ambientale viene registrata all’interno del carcere. I due interlocutori sono Francesco Barbaro, capo assoluto dell’omonima cosca di Platì’ e Giuseppe Pelle, suo cognato, ma soprattutto figlio di Gambazza. Ecco il testo:
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