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Le vicende riportate in questo sito riguardano fatti e persone reali e procedimenti giudiziari, in alcune occasioni, ancora in attesa di giudizio definitivo. Pertanto i protagonisti di queste vicende giudiziarie sono da considerare innocenti fino al giudizio definitivo. La redazione di MilanoMafia.com è a disposizione degli interessati per interventi, repliche e chiarimenti



Quarto Oggiaro, da Gerardo "il criminale" a Nicola Tatone. Blitz dei Ros, ancora guai per Domenico Brescia

Settantacinque ordinanze di custodia. Coca in arrivo da Marocco e Spagna fino al mercato milanese. E spunta la camorra di Secondigliano

L'operazione


Sono 75 gli indagati, tutti destinatari di ordinanze di custodia cautelare su richiesta della Dda di Milano, finiti nell'operazione Pavone. I mandati di cattura (alcuni già in carcere, altri 19 eseguiti durante l'inchieste in flagranza di reato) sono stati eseguiti dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale

L'indagine ha preso le mosse da un traffico di cocaina e hashish dal Marocco e dalla Spagna, controllato da Gerardo Gadaleta, detto Gerardo il criminale. Legati a lui anche il gruppo di Quarto Oggiaro e Domenico Brescia, il sarto già finito nei guai dopo la fuga di notizie sulle intercettazioni con Mancini e altri giocatori e dirigenti nerazzurri

Tra gli arrestati anche un gruppo napoletano legato alla camorra e guidato da Luigi Siciliano. Lui, una volta arrestato, aveva corrotto una guardia penitenziaria per cambiare cella e mantenere i contatti con l'esterno. Tra gli arrestati anche un agente di polizia di 39 anni U. S, residente a Torrevecchia Pia, in provincia di Pavia. E due avvocatesse di Milano
13 ottobre 2009 -
C'è di tutto tra i 75 ordini di custodia cautelare eseguiti dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale di Milano. C'è ad esempio la strana storia del sarto Domenico Brescia, un trafficante di droga con pericolose amicizie ad Appiano Gentile (dall'ex tecnico Mancini a giocatori e dirigenti). Ma c'è anche la storia di Gerardo Gadaleta, Gerardo il criminale, che nel 2006 venne fermato per caso con droga e pistole. Poi c'è quella di Francesco Castriotta, 36 anni,  che insieme a Nicola Tatone (già entrato e uscito da San Vittore per droga e astro nascente della notissima famiglia di Casaluce), si spartiva il traffico di droga a Quarto Oggiaro. E infine c'è la storia di Giordano Filisetti, 54 anni, mantovano di Asola e residente in via Spaventa, che per conto di Biagio Dentino Crisafulli (boss all'ergastolo, che mantiene il suo potere sul quartiere) controllava la "distribuzione della droga a Quarto Oggiaro". E la camorra. 

Insomma, tre i 75 mandati di cattura c'è il passato e il presente di del mercato della coca di Milano. C'è la vecchia mala e ci sono le nuove, temutissime, leve. Tecnicamente l'ordinanza firmata dal Gip di Milano su mandato della Direzione distrettuale antimafia, descrive una rete di traffico di cocaina tra il Marocco e la Spagna fino a Milano. Da qui, poi, la droga (anche hashish) prendeva strade diverse: la clientela bene di Brescia, quella affamata di Castriotta e Tatone, quella abituata a grossi carichi di Filisetti. L'indagine dei Ros  è partita tre anni fa, seguendo il movimenti di Gerardo Gadaleta, boss pugliese da anni radicato a Milano e finito via via in una marea fangosa di inchieste per droga e mafia. In Spagna Gerardo il criminale si serviva di un brooker montenegrino, che riforniva sia il mercato milanese sia quello di Cerignola e di tutta la Puglia. Proprio seguendo le rotte della coca i carabinieri sono arrivati fino a Quarto Oggiaro e al duo Castriotta-Brescia. Proprio Domenico il sarto, che nel suo negozio di abiti di Rovello Porro, incontrava dirigenti e giocatori dell'Inter e per questo già detenuto in carcere, è indicato dai Ros come un personaggio già noto e condannato per associazione per delinquere e omicidio. Il gruppo di Quarto Oggiaro, guidato da Castriotta era poi legato ad altri personaggi noti del quartiere. I già citati Giordano Filisetti, uomo di Crisafulli, Nicola Tatone, classe 1968, residente  nel fortino di via Lopez, 8,  Eugenio e Giuseppe Ricatti, Giovanni Tatullo, Antonio Maiolo.

Ma c'era poi un terzo gruppo, sempre collegato a Gadaleta, quello legato Luigi Siciliano e della Camorra. Proprio Siciliano, napoletano classe '71, arrestato in precedenza per il tentato omicidio di via Mosca a Milano, durante la detenzione ha poi corrotto un agente di polizia penitenziaria Domenico Infante, classe 1969 di Castellammare di Stabia, per ottenere il trasferimento di cella e comunicare con l'esterno. Siciliano e il gruppo dei napoletani avevano anche contatti con il gruppo camorristico De Luca Bossa legato all'Alleanza di Secondigliano. Con la droga (22 chili recuperati), secondo le accuse, la banda aveva acquistato case, negozi, locali e imprese tra Quarto Oggiaro, Bollate, Novate Milanese e Valleve (Bg). Beni per 20 milioni di euro ora finiti sotto sequestro.                                          (cg)