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Le vicende riportate in questo sito riguardano fatti e persone reali e procedimenti giudiziari, in alcune occasioni, ancora in attesa di giudizio definitivo. Pertanto i protagonisti di queste vicende giudiziarie sono da considerare innocenti fino al giudizio definitivo. La redazione di MilanoMafia.com è a disposizione degli interessati per interventi, repliche e chiarimenti



Omicidio Di Muro, catturati i killer. Nicola Valente, il tabaccaio con 1 milione di euro di debiti

Arrestati i presunti assassini dell'imprenditore ucciso il 5 novembre a San Siro. A sparare Antonio Daponte, preso ieri a Nizza. Il movente? Un traffico di orologi di lusso: Di Muro era un ricettatore

Il delitto


Sono quasi le 11, 30 del 5 novembre 2009 quando in via Dei Rospigliosi davanti allo stadio di San Siro si sentono cinque colpi di pistola

A cadere sotto la pioggia di pallottole Giovanni Di Muro, 41 anni, imprenditore edile con un passato di malavita

Lo scorso dicembre aveva testimoniato in aula al processo Metallica che vede imputato il boss Giuseppe Pepè Onorato. Di Muro avrebbe fatto da tramite per un'estorsione che vedeva protagonista uomini della 'ndrangheta e di Cosa nostra
Milano, 27 novembre 2009 - Un traffico di orologi e gioielli. Un business controllato da Giovanni Di Muro, l'uomo ammazzato lo scorso 5 novembre in via Dei Rospigliosi. Di Muro era un ricettatore molto noto negli ambienti malavitosi. Ambienti che contano, visti i suoi rapporti con i boss calabresi (su tutti Pepé Onorato) e con quelli siciliani. Proprio il traffico di orologi di lusso, secondo la squadra Mobile, sarebbe il movente del delitto avvenuto in pieno giorno davanti allo stadio di San Siro. A sparare Antonio Daponte (nella foto a sinistra), macellaio, napoletano ma residente a Rozzano nato il 28 agosto 1978. I poliziotti lo hanno arrestato ieri pomeriggio sulla promenade Des Anglais di Nizza, in Francia, dov'era scappato subito dopo il delitto. 

Si era presentato spontaneamente il 19 novembre al pm Celestina Gravina, invece, Nicola Valente (nella foto a destra), nato il 2 dicembre 1967 a Trani, residente in piazzale Bonomelli al Corvetto, in passato gestore di diversi bar: il bar tabacchi di piazza Bonomelli, 5 (cessato nel giugno 2009), il bar Euro di via Boifava 4/a (cessato nel gennaio 2003), il bar di via Cesare Lombroso, 95 (cessato nel giugno 2001), il bar di viale Pasubio, 1 (cessato nell'ottobre 1994), il bar di via Farini, 48 (in liquidazione nel novembre 2001). A Nicola Valente risultano intestate anche altre due società: la Verdiana Sas di Pennacchioni Daniela & c (cessata nel dicembre 2001) e la Telefast srl di via Adami, allo stato inattiva. Ma soprattutto a carico di Valente risultano 197 protesti dall'0ttobre 2004 al settembre 2009 tra cambiali e assegni, per un totale da capogiro: un milione e 150 mila euro. Secondo quanto raccontato da Valente (che è accusato di omicidio volontario aggravato in concorso), lui e Daponte si sarebbero dati appuntamento con Di Muro per regolare alcuni conti. E, secondo Valente, sarebbe stato lui stesso a fare da intermediario tra Di Muro e Daponte. All'appuntamento però Daponte si è presentato con una pistola e ha fatto fuoco sull'imprenditore Di Muro al termine di una lite. (cg)